Altre Opere e Mostre Contemporanee

Sin dal 2000 Villa Pisani Bonetti si apre al dialogo con l’arte contemporanea, accogliendo nel tempo mostre, installazioni e interventi artistici che dialogano con la sua identità storica e architettonica, contribuendo ad arricchirne il patrimonio materiale e immateriale. Alcune di queste opere sono oggi visitabili in permanenza e testimoniano la specifica vocazione del luogo all’incontro tra linguaggi contemporanei e memoria storica, contribuendo alla stratificazione culturale della sua identità nel tempo.

Manuela Bedeschi - Matteo
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Matteo, 1981

bronzo e pietra

La scultura di Manuela Bedeschi (Vicenza), collocata nel parco della villa e realizzata in bronzo e pietra, costituisce un affettuoso omaggio al figlio Matteo. La figura, ritratta in un atteggiamento spontaneo e raccolto, restituisce con delicatezza la dimensione privata e familiare che attraversa parte della ricerca dell’artista e la storia del luogo stesso.
Manuela Bedeschi - Orma
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Orma, 1983-1985

gesso

In Orma Manuela Bedeschi affida al gesso il compito di conservare la traccia di una presenza. La superficie del cuscino appare modellata dall’impronta di un corpo ormai assente, trasformando un oggetto quotidiano in un’immagine di memoria e permanenza. Collocata nel salotto del procuratore, l’opera richiama la dimensione intima e privata che caratterizza molti ambienti della villa.
Manuela Bedeschi - Natura morta
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Natura morta, 1983-1985

gesso, stoffa e penne

Nella sua serie di Nature morte, Manuela Bedeschi accosta elementi appartenenti alla vita quotidiana e rurale, trasformandoli in composizioni scultoree dal carattere evocativo. L’utilizzo di materiali eterogenei come gesso, stoffa e penne contribuisce a creare un linguaggio personale, nel quale il dato reale viene reinterpretato attraverso la memoria e l’immaginazione.
Manuela Bedeschi - Mamma
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Mamma, 1985

bronzo

Con Mamma, Manuela Bedeschi rende omaggio alla figura materna attraverso un ritratto in bronzo dal forte carattere evocativo. Il volto, modellato con sensibilità espressiva, restituisce non solo le sembianze della persona ritratta ma anche il valore affettivo del ricordo. L’opera si inserisce in quel nucleo di lavori dedicati ai legami familiari che attraversano la produzione dell’artista.
Manuela Bedeschi - Mela-Pera
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Mela-Pera

In Mela-Pera Manuela Bedeschi rielabora due soggetti appartenenti all’immaginario quotidiano e domestico. La collocazione nel cucinone rafforza il legame tra opera e contesto, creando un dialogo diretto con la funzione storica dello spazio.
Manuela Bedeschi - Il grande stiletto
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Il grande stiletto, 2001

tecnica mista

230x170 cm

Realizzato con tecnica mista, Il grande stiletto si distingue per una composizione essenziale dominata da una forma verticale scura che emerge sul fondo chiaro. Collocata sopra una delle porte della villa, essa si inserisce nel dialogo tra arte contemporanea e architettura storica che caratterizza gli ambienti di Villa Pisani Bonetti.
Manuela Bedeschi - Doppio quadrato
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Doppio quadrato, 2012

tecnica mista su tela, neon e trasformatore

200x200x8 cm

In Doppio quadrato il neon definisce e al tempo stesso espande la forma geometrica, trasformandola in una presenza luminosa che dialoga con lo spazio circostante, creando un’interazione continua tra superficie, ambiente e percezione. L’essenzialità della composizione riflette l’interesse dell’artista per il rapporto tra segno luminoso, evocativo e trascendente, e spazio architettonico.
Manuela Bedeschi - Due come doppio di uno
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Due come doppio di uno, 2013

acciaio corten e luci a led

400x100x120 cm

Collocata all’ingresso della Barchessa, Due come doppio di uno accoglie il visitatore attraverso un linguaggio essenziale e rigoroso, introducendolo al dialogo tra arte contemporanea, architettura e paesaggio che caratterizza Villa Pisani Bonetti. La sua presenza segna simbolicamente una soglia tra spazi e funzioni differenti, inserendosi con discrezione nel contesto della villa e accompagnando l’esperienza di visita.
Manuela Bedeschi - PENSA
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

PENSA, 2019

neon e ferro

45x130x4 cm

In PENSA la parola diviene materia luminosa. Attraverso il neon, Manuela Bedeschi trasforma un semplice imperativo in una presenza visiva capace di catturare l’attenzione del visitatore. Collocata nel parco della villa, l’opera invita a una pausa di riflessione, evidenziando il potere del linguaggio di generare pensieri, emozioni e nuove interpretazioni della realtà.
Manuela Bedeschi - Archeologia dal Futuro
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Archeologia dal Futuro, 2023

quattro lapidi in pietra della Lessinia e bianco di Carrara

Con Archeologia dal Futuro, Manuela Bedeschi colloca quattro lapidi in pietra della Lessinia e marmo bianco di Carrara all’interno della cinta muraria della villa. Il titolo suggerisce un incontro tra passato e futuro, mentre la scelta di materiali legati alla tradizione dialoga con la storia e le stratificazioni del luogo. L’opera si inserisce così nel più ampio rapporto tra memoria, tempo e paesaggio che caratterizza Villa Pisani Bonetti.
Manuela Bedeschi - Vale ut Valeas
© Mattia Mognetti

Manuela Bedeschi

Vale ut Valeas. Salve e abbi cura di te!, 2023

ferro, neon, trasformatori

350x250x250 cm

Le scritte luminose di Manuela Bedeschi irrompono nello spazio e si impongono allo sguardo attraverso il colore e la luce. In Vale ut Valeas. Salve e abbi cura di te! il saluto rivolto al visitatore assume una particolare forza comunicativa, trasformandosi in un invito alla cura di sé e dell’altro. Il neon amplifica la dimensione semantica delle parole, rendendo il messaggio immediato e al tempo stesso aperto a molteplici interpretazioni.
Francesco Candeloro - Intimi Luoghi

Francesco Candeloro

Intimi Luoghi, 2010

plexiglass a taglio laser

misure variabili

Queste tre sagome della villa derivano dall’intervento Intimi Luoghi del 2010, in cui Francesco Candeloro (Venezia, 1974) aveva inserito lastre di plexiglass colorato nelle finestre della facciata della villa, dove si riconosceva sagomata l’immagine della stessa. Quei profili, generati dal processo di ritaglio del plexiglass, vengono qui ricomposti come opera autonoma: una sorta di traccia dell’intervento originario, che traduce la struttura architettonica della villa in stratificazioni di colore, luce e trasparenza.
Piero Chiariello - Ritratto della Signora Bedeschi
© Mattia Mognetti

Piero Chiariello

Ritratto della Signora Bedeschi, 2020

inchiostro tra plexiglass e alluminio

68x52 cm

Piero Chiariello (Torre del Greco, 1972) realizza per Villa Pisani Bonetti il Ritratto della Signora Bedeschi, proseguendo in chiave contemporanea la tradizione del ritratto celebrativo legata ai committenti delle dimore storiche. L’artista interviene sull’immagine fotografica attraverso una scomposizione digitale che frammenta il volto in una trama di bande e pixel, alterandone la percezione senza comprometterne la riconoscibilità. L’opera restituisce un’immagine sospesa tra presenza e trasformazione, nella quale il ritratto tradizionale viene reinterpretato attraverso il linguaggio visivo contemporaneo.
Piero Chiariello - Ritratto del Signor Bonetti
© Mattia Mognetti

Piero Chiariello

Ritratto del Signor Bonetti, 2020

inchiostro tra plexiglass e alluminio

68x52 cm

Piero Chiariello (Torre del Greco, 1972) realizza per Villa Pisani Bonetti il Ritratto del Signor Bonetti, inserendosi nella lunga tradizione dei ritratti di committenza che caratterizza la storia delle ville venete. Attraverso una rielaborazione digitale dell’immagine fotografica, il volto viene scomposto in una trama di bande e pixel che ne modifica la percezione visiva pur mantenendone l’identità. L’opera coniuga memoria e contemporaneità, proponendo una riflessione sul ritratto come strumento di rappresentazione e di costruzione dell’immagine personale.
Carlo Ciussi - Senza titolo
© Mattia Mognetti

Carlo Ciussi

Senza titolo, 2004

olio su tela

140,5x65 cm

Quest’opera di Carlo Ciussi (Udine, 1930-2012), collocata nel salotto del procuratore, riflette la sua poetica in pittura: la complessità segnica viene ridotta in una composizione a fasce cromatiche, come frammenti di forme più ampie, intrise di rigore geometrico, coppie di segni policromi che dialogano tra loro in modo dinamico. Il ritmo rimane una chiave di lettura essenziale, emergendo dall’articolazione delle forme come un flusso di energia che si rinnova continuamente nel dialogo con la luce.
Ferdinando Coloretti - Mèmoire à l’Autre
© Mattia Mognetti

Ferdinando Coloretti

Mèmoire à l’Autre, 1992-1993

tecnica mista

162x130 cm

Nel salotto del procuratore è collocata l’opera Mèmoire à l’Autre di Ferdinando Coloretti (Villaminozzo, 1947), un arazzo che riporta la celebre citazione di Michel de Montaigne “Je sais bien ce que je fuis, mais je ne sais pas ce que je cherche” (“So da cosa sto scappando, ma non so cosa sto cercando”). La riflessione sullo smarrimento, sull’altrove e sulla ricerca interiore diventa qui elemento visivo e mentale, richiamando quei territori inesplorati dell’anima e del viaggio che oggi guidano la ricerca pittorica dell’artista.
Arthur Duff - What Sticks
© Mattia Mognetti

Arthur Duff

What Sticks, 2021

tubo al neon trasparente, gas argon, cavo elettrico, trasformatori, guaina in poliestere

190x275 cm

L’opera What Sticks di Arthur Duff (Wiesbaden, 1973) si inserisce nel giardino della villa utilizzando il linguaggio del neon in dialogo con il muro storico di cinta. La scritta, sospesa tra presenza fisica e immaginario digitale, traduce in forma contemporanea l’identità strutturale e architettonica del luogo, evocando il modo in cui oggi la percezione è attraversata da realtà ibride, tra concreto e virtuale.
Patrizia Guerresi - Orfeo ed Euridice
© Mattia Mognetti

Patrizia Guerresi

Orfeo ed Euridice, 1984

bronzo patinato

81x60x66 cm

La scultura Orfeo ed Euridice dell’artista italo-senegalese Patrizia Guerresi (Pove del Grappa, 1951), collocata vicino al portico della Barchessa, è stata realizzata prima del 1991, anno della sua conversione all’Islam, svolta decisiva del suo percorso personale e professionale, da sempre incentrato sul tema della spiritualità. Ispirata al celebre mito di Orfeo ed Euridice, l’opera sviluppa il tema della metamorfosi attraverso due corpi intrecciati in un vortice.
Paolo Iacchetti - Derivate plastiche

Paolo Iacchetti

Derivate plastiche, 2023

ferro tagliato a laser verniciato giallo RAL 1023

280x245x38 cm

Paolo Iacchetti (Milano, 1953) sviluppa la propria ricerca a partire da elementi espressivi primari quali linea e colore, concepiti come strumenti di costruzione della percezione. Le forme che compongono l’opera si offrono allo sguardo di ciascun visitatore, costruendo un’immagine che dialoga con l’architettura che la ospita, mentre il tempo dell’osservazione diviene elemento fondamentale dell’esperienza percettiva ed emotiva.
Giorgio Laveri - CilieGiotto
© Mattia Mognetti

Giorgio Laveri

CilieGiotto

Giorgio Laveri (Savona, 1950) è pittore, scultore, sceneggiatore e regista, figura di riferimento del movimento Neo-pop e tra i più influenti ceramisti contemporanei, noto per le sue iconiche sculture in ceramica che ingigantiscono oggetti della quotidianità – dalle ciliegie ai rossetti, dalle penne ai temperini. A Villa Pisani Bonetti è esposto uno dei suoi celebri CilieGiotto, una grande ciliegia in ceramica, collocata nella sala da pranzo.
Raimondo Lorenzetti - Sogno perduto
© Mattia Mognetti

Raimondo Lorenzetti

Sogno perduto, 1998

olio su tela

75x120 cm

Raimondo Lorenzetti (Casaleone, 1948) sviluppa una pittura caratterizzata da immagini sospese tra realtà, sogno e immaginazione. In Sogno perduto una figura femminile si staglia in un paesaggio essenziale e silenzioso, accompagnata da presenze simboliche che contribuiscono a costruire un’atmosfera enigmatica e contemplativa. La composizione riflette alcuni dei temi centrali della ricerca dell’artista, nei quali memoria, dimensione interiore e immaginario visionario convivono in un delicato equilibrio.
Raimondo Lorenzetti - Il cane come giocattolo
© Mattia Mognetti

Raimondo Lorenzetti

Il cane come giocattolo, 2000

olio su tela

80x120 cm

Nella produzione di Raimondo Lorenzetti (Casaleone, 1948) la figura umana è spesso affiancata da elementi animali e simbolici che amplificano il carattere narrativo delle sue opere. In Il cane come giocattolo la scena si sviluppa come un racconto sospeso, nel quale personaggi e oggetti assumono una dimensione quasi fiabesca. L’atmosfera rarefatta e il linguaggio figurativo dell’artista contribuiscono a creare un’immagine aperta a molteplici interpretazioni, tra sogno, memoria e immaginazione.
Cleto Munari - Veronese
© Mattia Mognetti

Cleto Munari

Veronese, 2002

vetro di Murano

Cleto Munari (Gorizia, 1930), che dal 1973 orienta la propria ricerca verso l’industrial design dopo l’incontro con Carlo Scarpa, è presente in villa con due vasi in vetro di Murano della collezione I Veronesi, serie di dodici pezzi affidati ad altrettanti artisti per reinterpretare uno dei vetri più celebri raffigurato da Paolo Veronese nell’Annunciazione (1578). I due esemplari vengono realizzati con applicazione a caldo delle due orecchie e del decoro “Occhio di Iside”.
Gaetano Pinna - Bozzetto
© Mattia Mognetti

Gaetano Pinna

Bozzetto, 1998

ardesia e metallo

Gaetano Pinna (Sassari, 1939) sviluppa la sua ricerca esplorando lo spazio attraverso elementi essenziali come la linea, il punto e le superfici geometriche, regolari o irregolari. Partendo da una forma piana – quadrato, cerchio, triangolo o figura quadratica – ne sovrappone una seconda, quasi identica ma leggermente traslata, in metallo o plastica, inclinata di circa 45° per proiettarsi nella terza dimensione. Da questa struttura emergono vettori orientati verso punti focali precisi, che attivano una dinamica spaziale controllata e insieme aperta.
Fabrizio Plessi - Only Fire
© Mattia Mognetti

Fabrizio Plessi

Only Fire, 2022

video installazione

300x130x0,95 cm

In Only Fire Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940) affida all’immagine in movimento la rappresentazione di uno degli elementi più antichi e simbolici: il fuoco. Le fiamme digitali si sviluppano verticalmente nello spazio, trasformando la luce e il video in materia visiva. L’opera si inserisce nel dialogo tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei che caratterizza Villa Pisani Bonetti.
Rosabianca Cinquetti - Sospensione
© Mattia Mognetti

Rosabianca Cinquetti

Sospensione, 2001

olio su tela

28x41 cm

Rosabianca Cinquetti (Verona, 1946) sviluppa il proprio lavoro attraverso cicli pittorici, elaborando una personale forma di iperrealismo di matrice europea, influenzata dall’iperrealismo americano. In questa prospettiva traduce in immagini una dimensione profondamente autobiografica, dando voce, attraverso la precisione del dettaglio e la forza dello sguardo, alla propria esperienza e identità femminile.
Arcangelo Sassolino - Newton dice che...
© Mattia Mognetti

Arcangelo Sassolino

Newton dice che..., 2023

vetro e acciaio

280x27x67 cm

L’opera è composta da una serie di lastre di vetro temperato, ottenute tramite getti d’aria fredda, poste verticalmente contro la parete e trattenute da un morsetto che le mantiene in equilibrio al limite della rottura. L’utilizzo di materiali e macchine specifiche è centrale nella ricerca artistica di Arcangelo Sassolino (Vicenza, 1967), che mette alla prova le leggi fisiche e meccaniche creando sculture performative che indagano le energie latenti della materia.
Livio Seguso - Sintesi
© Mattia Mognetti

Livio Seguso

Sintesi, 1984

vetro e acciaio

97x34 cm

Livio Seguso (Murano, 1930), scultore del vetro, conduce da sempre una ricerca sulla relazione tra arte e materia, utilizzando la trasparenza come elemento vitale affinché le opere vivano nella luce e dialoghino con gli altri materiali.
Nelio Sonego - Oscuro/Orizzontaleverticale
© Mattia Mognetti

Nelio Sonego

Oscuro/Orizzontaleverticale, 2018-2021

acrilico su alluminio

2 elementi di 90x30x2 cm, 3 elementi di 100x40x2 cm

L’opera di Nelio Sonego (Sion, 1955), collocata nel portico della Barchessa, appartiene al ciclo Orizzontaleverticale, in cui rettangoli sovrapposti e interferenti, realizzati con vernice a spruzzo in diverse tonalità cromatiche, instaurano un dialogo intenzionale, nella loro espansione spaziale, con l’eredità palladiana.
Nelio Sonego - Orizzontaleverticale
© Mattia Mognetti

Nelio Sonego

Orizzontaleverticale

acrilico su tela

Collocata nella sala da pranzo, Orizzontaleverticale appartiene all’omonimo ciclo di Nelio Sonego (Sion, 1955). Attraverso rettangoli sovrapposti e interferenti, realizzati con vernice a spruzzo in differenti tonalità cromatiche, l’artista costruisce una composizione basata sull’equilibrio tra ritmo, colore e percezione.
Nelio Sonego - Orizzontaleverticale
© Mattia Mognetti

Nelio Sonego

Orizzontaleverticale

acrilico su tela

Collocata nel cucinone di Villa Pisani Bonetti, Orizzontaleverticale fa parte della ricerca che Nelio Sonego dedica al rapporto tra colore e spazio. Le campiture cromatiche sovrapposte, ottenute mediante vernice a spruzzo, generano una trama visiva dinamica che si confronta con l’architettura dell’ambiente.

Mostre e Cataloghi dal 2000

2001
Senso e Misura
2002
Senso e Misura
2004
Senso e Misura
2005
Senso e Misura
2005
Senso e Misura
2015
Senso e Misura
2021
Senso e Misura
2021
Senso e Misura