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Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo (VI)

VILLA PISANI BONETTI
A BAGNOLO DI LONIGO
ARCHITETTO ANDREA PALLADIO
SEC XVI

 

LA VILLA

ARTE CONTEMPORANEA A VILLA PISANI

LE MOSTRE DI VILLA PISANI 1995-2006

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Progetto Arte Contemporanea a Villa Pisani:
ALAN CHARLTON : 19 giugno - 8 novembre 2009

ALAN CHARLTON

Immagini Esposizione - Critica - Catalogo Mostra

Francois Morellet: 21 Giugno - 8 Novembre 2008 ALAN CHARLTON

Coordinatore progetto
Luca Massimo Barbero
Curatore mostra
Francesca Pola
Organizzazione
Associazione Culturale
Villa Pisani Contemporary Art
in collaborazione con
A arte Studio Invernizzi

Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo - Architetto Andrea Palladio torna all'inizio pagina

ALAN CHARLTON

Manuela Bedeschi e Carlo Bonetti
Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541, data del ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e realizzata fra il 1544 e il 1545 è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività. Con essa inizia la gloriosa collaborazione del Palladio con la Serenissima.
L’autore aveva una tale cosiderazione sia per l’opera che per i committenti, i Pisani, da aprire con essa la sezione dedicata alle “Case di Villa” nel suo famoso trattato I quattro libri dell’Architettura (Venezia 1570). Secondo il progetto l’edificio doveva avere due facciate principali: la prima verso il fiume, con i grandiosi fornici in bugnato rustico, che si può tuttora ammirare nella sua integrità, la seconda, rivolta verso la campagna, parzialmente incompiuta.
Le caratteristiche principali di questa Villa sono collegabili al viaggio che, poco prima della sua costruzione, il Palladio fece a Roma, dove vide di persona i resti della Roma Imperiale che fino a quel momento aveva solo studiato sui libri. Per la prima volta, infatti, non usa nel salone centrale il classico soffitto piano e ligneo, ma crea questo spazio unico nella storia delle sue opere, con un ardito e arioso incrocio fra una prima parte con volta a botte e una seconda con volta a crociera, illuminate dalla grande apertura della finestra termale. La stessa loggia, arricchita all’esterno da una importante finitura di bugnato rustico, con i tre fornici ripresi nell’andamento curvo dalle due estremità absidate, costituisce uno degli spazi palladiani più originali e studiati.
Ispirata alla monumentalità imperiale di Roma, Villa Pisani ben si adattava a rappresentare
l’insediamento dei nuovi ‘feudatari’ e l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma, codificando un modello di abitazione tanto importante e rappresentativa quanto comoda, vivibile e utile al controllo dell’attività agricola che la circondava, tanto che la sua collocazione nel territorio era considerata dall’architetto parte fondamentale della progettazione.
Inoltre, la posizione della Villa sul fiume la collegava facilmente a Venezia per i trasporti sia delle persone che dei materiali e dei raccolti, facendone un luogo particolarmente comodo alla famiglia Pisani per l’utilizzo estivo che ne veniva fatto. Interessanti le parti affrescate attribuite a Francesco Torbido, allievo di Giulio Romano, e unico nel suo genere il cucinone, mai presente al piano nobile di questo genere di ville, ma qui trasferito nel ‘700 a causa del tracimare delle acque del Guà. La Villa è oggi in perfetto stato di conservazione grazie all’opera dei proprietari precedenti ed attuali, ed è visitabile tutto l’anno su prenotazione.

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Manuela Bedeschi e Carlo Bonetti
The Villa Pisani in Bagnolo di Lonigo, in the province of Vicenza, which was designed by Andrea Palladio in and after 1541, when he returned from Rome, and built in 1544 and 1545, is perhaps the most representative work of the architect’s early period. It also marked the beginning of Palladio’s glorious collaboration with the Venetian Republic.
The architect was so proud of this work and thought so highly of the power of the patrons, the Pisani, that he used it to open the section devoted to the ‘Case di Villa’ in his famous treatise I Quattro Libri dell’Architettura (Venice, 1570). According to what was stated here, the building was to have had two main façades, the one facing the river, with its magnificent arches faced with rusticated ashlar, which may still be admired in its original state; the second, incomplete, facing the countryside.
The main features of this Villa may be linked to the visit that, shortly before it was built,Palladio made to Rome, where he saw the remains of the imperial city that he adhitherto only known in books. For the first time, in fact, he did not use the classic flat
wooden ceiling in the central hall, but created a space that was unique among Palladio’s works, with a bold and airy combination between a first part with a barrel vault and a second part with a cross vault illuminated by the large opening of the thermal window. The loggia, adorned on the exterior with rusticated ashlar and comprising three arches echoed by the curved form of the two apsidal ends, is one of Palladio’s most original spaces.
Inspired by the imperial monumentality of Rome, the Villa Pisani was highly suitable for representing the new landowners and the assertion of the power of Venice over the erraferma, thus establishing a model for a house that was both prestigious and omfortable,
as well as allowing the agricultural activity on the surrounding estate to be supervised, to the extent that the architect regarded its position on the land to be a vital part of the design process.
Moreover, the location of the Villa on a river meant that there was easy access to Venice for the transport of people, materials and produce, and making it particularly convenient for the Pisani family when they came in the summer months. The frescoes attributed to Francesco Torbido, a pupil of Giulio Romano, are interesting. The kitchen is unique because, contrary to usual practice, it is on the Villa’s piano nobile; it was moved here in the eighteenth entury following flooding of the River Guà. The Villa is now in a perfect state of preservation thanks to the work of both the previous and the present owners; it may be visited all the year round by appointment.

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Luca Massimo Barbero
La costellazione del contemporaneo
Talvolta le istanze storiche possono diventare circostanze di congiunzioni artistiche.
La presenza di Igino Legnaghi con opere pensate per Villa Pisani rispecchia questa curiosa condizione e meravigliosa fatalità: il quinto centenario della nascita di Andrea Palladio vede un omaggio vitale e propositivo di un artista contemporaneo, che tanto più fa risuonare le grandi qualità della storia attraverso la tensione propositiva e progettuale dell’arte contemporanea.
In questo territorio, si sta costituendo da alcuni anni con grande serietà, in modo non eclatante e spettacolare, una sorta di virtuoso laboratorio sperimentale, avviato attraverso il progetto di formazione di C4 Centro Cultura Contemporaneo Caldogno, e sono articolarmente lieto che dal 2007 anche a Villa Pisani si siano verificate le condizioni per ampliare questa rete propositiva. Quest’anno, il Veneto celebra se stesso attraverso la storia e le grandi qualità dell’architetto che lo ha segnato con tratti distintivi precisi, consegnati alla civiltà: Palladio stesso ci ha costruito e indicato un percorso, una mappa fatta di punti di eccellenza che dobbiamo semplicemente unire attraverso la continuità di una fruizione creativa. A Villa Pisani c’è l’inizio di una prima curiosa “rete del contemporaneo” che bbiamo voluto costruire con C4 Network in luoghi ed architetture significative della Regione. Non solo questa mostra è quindi preludio alle celebrazioni del grande architetto che troveranno il loro momento centrale in autunno, ma anche segno tangibile di un network che vedrà restituito al patrimonio comune il sintomatico e suggestivo Bunker di C4 a Caldogno, e avrà il concorso di Castelfranco Veneto Città d’Arte.
Contemporanea e Villa Da Porto a Montorso Vicentino, con una connotazione più legata alle arti performative.
Ecco allora che sembra delinearsi la mappa felice di una contemporaneità che non insegue contenitori di nuova quanto eccelsa fattura, ma che si innesta pienamente e in un modo attivo in una costellazione che Palladio e le ville cresciute sulla sua via ed esempio vedono già tracciata sull’intero territorio veneto.
In questa occasione, preme sottolineare da un lato la lungimiranza della Regione nel riconoscere l’esigenza e nel perseguire con il suo sostegno la formazione di un nuovo pubblico, dall’altro come sia il privato l’importantissimo elemento fondativo e connotante il Nord Est: un privato che crede e investe nel proprio territorio, nella sua storia, nel suo presente, nel suo futuro. Un privato di cui Villa Pisani è esempio primo e luminoso.
Prosegue così il progetto Arte Contemporanea a Villa Pisani avviato lo scorso anno, che prevede un programma di mostre di artisti contemporanei, invitati da Francesca Pola a realizzare opere in stretta relazione con gli spazi e l’identità autentica dello splendido edificio palladiano. In questa idea di architettura che rinasce e fa vivere e interrogare, la mostra di Igino Legnaghi, le cui strutture minimali sono disseminate nel verde attorno a Villa Pisani, instaura una relazione armonica tra forma e vita: in una relazione pensata come significante dallo stesso Palladio, per il quale la presenza dell’ambiente naturale era contrappunto necessario all’identità formale dei propri edifici.


Luca Massimo Barbero
The Constellation of the Contemporary Network

Sometimes historic dates can become circumstances for artistic encounters. The presence of Igino Legnaghi with works specifically designed for the Villa Pisani reflects this curious condition and wonderful opportunity: the five hundredth anniversary of the birth of Andrea Palladio sees the vital and proactive tribute of a contemporary artist, who allows the great virtues of history to resonate through the constructive tension of contemporary art.
In this field, for some years now a sort of experimental workshop has been developed with great competence in a restrained and unspectacular manner though the training programme of the C4 Centro Cultura Contemporaneo Caldogno, and I am particularly happy that, since 2007, the right conditions for expanding this proactive network have been created in the Villa Pisani too. This year the Veneto celebrates itself through the story and great merits of the architect who left his very distinctive mark on the region, at the same time making a major contribution to European culture. Palladio himself constructed and indicated a path, a map dotted with points of excellence that we must simply join together through the continuity of their creative use. At the Villa Pisani there is the beginning of a curious ‘network of the contemporary world’ that we have sought to build with the C4 Network in places and important architectural works in the region. Not only is this exhibition a prelude to the celebrations of the fifth centenary of the great architect’s birth, the central moment of which will be in the autumn, but it is also a tangible sign of a network that will
allow the fascinating C4 Bunker in the park of the Villa Caldogno to be available for use, with the contribution of Castelfranco Veneto Città d’Arte. Contemporanea, and the Villa Da Porto at Montorso Vicentino, which is linked to the performing arts.
Thus the felicitous map of a contemporary world that does not seek new, exquisitelymade
containers of a new and spectacular design, but is fully and actively inserted into a constellation that Palladio and the Villas built in his style have marked out all over the Veneto.
On this occasion, attention must be drawn, on the one hand, to the far-sightedness of the government of the region, which has recognized the need for this and has continued its support for the education of a new public, and, on the other hand, the importance of the private sector in the North-East, which believes in investing locally, in its own history and also in its present and future. Indeed, the Villa Pisani is a shining example of the initiative of the private sector in this part of Italy. Thus continues the Arte Contemporanea a Villa Pisani (Contemporary Art at the Villa Pisani) project, which envisages a programme of exhibitions devoted to contemporary artists who have been invited by Francesca Pola to create works
closely related to the spaces and the true identity of the splendid building designed by Palladio. In the context of architecture that is reborn, allowing it to live once again, the exhibition by Igino Legnaghi, whose minimal structures are scattered in the park surrounding the Villa Pisani, establishes a harmonious relationship between form and life. This relationship was intended to be significant by Palladio himself, for whom the presence of the natural environment was a necessary counterpoint to the formal identity of his buildings.

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ARTE CONTEMPORANEA A VILLA PISANI
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